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    <title>Radio Vaticana - Clips-ITA</title>
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    <description>La voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo</description>
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    <copyright>2005 Radio Vaticana. Tutti i diritti riservati.</copyright>
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    <itunes:summary>I contributi della Radio Vaticana in Podcast</itunes:summary>
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      <title>Russia e Usa cercano una nuova intesa sul disarmo nucleare</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=354531</link>
      <description>La comunità internazionale è in attesa che Stati Uniti e Russia concludano a Ginevra il nuovo trattato sulla riduzione delle armi nucleari, che sostituirà lo Start, scaduto il 5 dicembre scorso. Ieri il quotidiano americano “Wall Street Journal", aveva annunciato l’imminenza dell’intesa che prevedrebbe una sensibile riduzione delle testate nucleari dei due Paesi. Per un commento su questa importante anticipazione, confermata da fonti russe, abbiamo sentito Arduino Paniccia, docente di Studi Strategici e Disarmo all’Università di Trieste:  00:00:59:74  
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      <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:09:01 GMT</pubDate>
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      <title>Italia: approvata dalla Camera la legge sul legittimo impedimento</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=354530</link>
      <description>In un clima di forte tensione l’Aula della Camera ha approvato ieri sera il legittimo impedimento, legge che permette al premier e ai ministri di essere esentati dalle udienze penali che li vedono imputati. Voto contrario di Pd e Italia dei Valori, mentre l’Udc si è astenuta. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Sentiamo Giampiero Guadagni:   00:00:52:97  
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      <author>webteam@vaticanradio.org</author>
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      <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:07:09 GMT</pubDate>
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      <title>Il Tribunale penale internazionale ripropone l’accusa di genocidio contro il presidente sudanese Al Beshir</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=354527</link>
      <description>Torna in primo piano la vicenda del presidente del Sudan, Omar Al Beshir, contro il quale è in vigore un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Ieri al Tribunale Penale dell’Aja nuova udienza, nella quale è stata presa la decisione di riesaminare anche l’accusa di genocidio. Immediata la reazione del governo di Karthoum, che ha accusato l’alta corte di voler pregiudicare le elezioni sudanesi in programma ad aprile prossimo ed ostacolare il difficile negoziato con i ribelli della regione del Darfur. Sentiamo Giulio Albanese:  00:00:56:09  
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      <author>webteam@vaticanradio.org</author>
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      <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:02:30 GMT</pubDate>
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      <title>Onu, Ban Ki-moon a Cipro per rilanciare i negoziati greco-turchi</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=353780</link>
      <description>Ravvivare il processo di unificazione di Cipro divisa dal 1974, in seguito all’intervento militare turco nel nord del Paese. Con questo intento il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, si trova in missione diplomatica nell’isola per colloqui separati con i leader delle due comunità, quella greca e quella turca, proprio per cercare di rilanciare i negoziati giunti ad un punto di stallo. Sulla possibilità di realizzare quest’obiettivo, Giancarlo La Vella ha raccolto il commento di Paolo Quercia, esperto di questioni internazionali:00:02:02:47

R. – In tempi brevi, sarà probabilmente non facile perché la questione di Cipro ormai riguarda anche le popolazioni delle due parti dell’isola in quanto per consuetudine o per comune accordo le parti politiche hanno rimesso alla volontà popolare la soluzione di questa crisi. Questo rende il processo molto più lungo.

D. – Il fatto che dietro ci siano Grecia e Turchia e quindi dei rapporti che ulteriormente devono essere pianificati rende quindi più difficile questo processo?

R. – Certamente, questo è un livello ulteriore di complicazione perché ovviamente le due parti hanno alle proprie spalle dei Paesi che ne sostengono le ragioni o che contribuiscono a mantenere il conflitto irrisolto. Quindi è un ulteriore livello di complicazione della questione.

D. - Le notizie diffuse da alcuni giornali su un possibile accordo su una proposta turca, secondo lei, sono veritiere?

R. – Sicuramente si stanno compiendo progressi. Diciamo che la partita è complessa perché ci sono varie questioni tra cui quelle territoriali di sicurezza; ci sono dei confini ancora da delimitare. Però, tutto sommato, i progressi che possono essere fatti a livello negoziale favoriscono una più generale gestione di tutte le questioni irrisolte. Teniamo ben presente che per la Turchia diventa una partita cruciale, strategica. Proprio la questione irrisolta di Cipro è la causa che ha bloccato nel 2006 la Commissione europea che ha congelato otto degli “acquis communautaire” pertanto mantenendo la Turchia sostanzialmente "congelata" dal processo di adesione all’Unione Europea proprio per questo motivo. Quindi, probabilmente ci saranno sforzi e progressi al fine di risolvere questo stallo. La partita è molto complessa non riguarda esclusivamente i problemi di queste comunità greco-cipriote e turco-cipriote ma riguarda lo stesso futuro della Turchia nell’Unione Europea ed anche il generale ricollocamento della Turchia nel sistema politico occidentale, visto che nell’ultimo anno in particolare abbiamo assistito a un forte riallineamento mediorientale della politica estera turca.</description>
      <author>webteam@vaticanradio.org</author>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:11:46 GMT</pubDate>
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      <title>Sostegno ai malati mentali e alle famiglie: un progetto della Fondazione Di Liegro</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=353778</link>
      <description>Volontari e famiglie in rete per la salute mentale, è il progetto promosso dalla Fondazione internazionale Don Luigi Di Liegro per dare una risposta concreta all’emarginazione derivante dal disagio psichico. Giunta al suo quarto anno, l’iniziativa si avvale della collaborazione dei Dipartimenti di Salute mentale delle Asl di Roma: iniziato in questi giorni, il nuovo ciclo formativo per i futuri volontari si concluderà l’8 maggio prossimo. Il direttore della Fondazione, Alessandro Romelli, illustra le finalità della proposta, nell’intervista di Davide Dionisi: 00:02:16:54

R. – La nostra finalità non è di carattere terapeutico, nel senso che noi non offriamo un supporto di questo tipo. La nostra è una finalità di carattere sociale e solidale: cioè, mettere a disposizione i volontari per costruire intorno alla persona che soffre e alla sua famiglia una rete di rapporti che consenta loro di condividere quello che stanno vivendo e di non sentirsi soli in quello che stanno vivendo. Sicuramente, poi, essendo la salute mentale un tema molto delicato abbiamo ritenuto che le persone da mettere a disposizione dovessero essere adeguatamente preparate, per entrare con consapevolezza all’interno del mondo del disagio mentale e offrire un contributo all’altezza delle persone che ne hanno bisogno.

D. – Un bilancio delle passate edizioni di questa iniziativa?

R. - Da una parte, sgomberiamo il campo dall’idea che attraverso un gruppo di volontari si possano risolvere tutti i problemi del mondo. Ovviamente, non è in questo senso che il bilancio è positivo, ma è positivo in almeno due altri significati. Il primo perché è una esperienza altamente positiva per le persone che la vivono, quindi per i volontari, perché in qualche modo il mondo della salute mentale è un mondo che ti consente di conoscere te stesso oltre che le persone che incontri. Dall’altro, abbiamo avuto riscontri positivi nelle realtà in cui i volontari sono presenti: in particolare ci è stato detto - proprio dalle stesse strutture all’interno delle quali i volontari operano - che la presenza del volontario è in grado di cambiare il tipo di rapporti che si respirano all’interno della struttura. Mentre tali rapporti sono, di solito, di tipo specialistico, medico, puramente sanitario, il volontario cambia il clima portando in qualche modo la qualità umana che è propria del suo intervento.

R. - Quindi, il volontario, una volta formato, entra nella struttura a sostegno del lavoro della Asl?

R. – Sì, anche dei pazienti presenti nella struttura e si offre anche come appoggio per i familiari che in qualche modo la frequentano per incontrare i propri congiunti. Grazie appunto alla presenza di questi volontari preparati, abbiamo dato vita come Fondazione ad alcuni gruppi di auto-aiuto per familiari, tuttora esistenti e funzionanti, che si riuniscono una volta a settimana per dare l’opportunità ai familiari di incontrarsi con persone che stanno vivendo la loro stessa esperienza, per avere un luogo di ascolto e anche di confronto rispetto al loro vissuto.(Montaggio a cura di Maria Brigini)</description>
      <author>webteam@vaticanradio.org</author>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:10:08 GMT</pubDate>
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      <title>Somalia, ancora violenze a Mogadiscio</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=353776</link>
      <description>Violenta battaglia a colpi d'artiglieria pesante nella notte a Mogadiscio. Ci sono almeno 5 morti e 14 feriti, quasi tutti civili. Tra le vittime ci sarebbero anche una donna ed un bambino. È quanto riferisce stamane il sito somalo online Sabelle. Ma è da una settimana che si susseguono scontri violenti. Il servizio di Fausta Speranza:00:00:51:67

Anche questa notte, così come da alcuni giorni, ci sono stati bombardamenti contro  postazioni governative dei peacekeeper panafricani, con conseguenti combattimenti. E sono sempre gli Shabaab, il braccio armato somalo di al Qaeda, ad iniziare a lanciare tiri di cui moltissimi cadono su abitazioni civili. È stato colpito anche un ospedale. Dall'inizio dell'offensiva degli integralisti islamici, a maggio 2007, sono oltre 20 mila le vittime civili, ed 1,5 milioni i profughi, che si trovano in situazioni disperate. Gli Shabaab ed i gruppi loro alleati controllano tutto il sud della Somalia, larga parte del centro e del centro ovest, e la quasi totalità di Mogadiscio. Ma ieri il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha ribadito ad Addis Abeba, nel corso del vertice dell'Unione Africana, che le Nazioni Unite stanno ancora valutando “se ci siano le condizioni per un intervento di peacekeeper Onu”.
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      <author>webteam@vaticanradio.org</author>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:07:53 GMT</pubDate>
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      <title>Haiti: solidarietà post-sisma, ma si teme per traffico di minori</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=353774</link>
      <description>Ad Haiti, a tre settimane dal violento terremoto che ha devastato il Paese, si cerca ancora faticosamente di far funzionare la macchina dei soccorsi. L’Onu ha confermato la morte di Cecilia Corneo, funzionaria al Palazzo di Vetro, seconda vittima italiana del sisma. Da parte delle organizzazioni internazionali è sempre forte la denuncia per il traffico illecito di bambini. Nella zona di Leogane-Siguenau, una delle più colpite, sono 4 i campi allestiti da Intersos. Debora Donnini ha raggiunto telefonicamente Marco Rotelli, responsabile di Intersos nella zona: 00:02:03:94  

R. – La devastazione colpisce quasi nove case su dieci. Stiamo intervenendo con un obiettivo di primo intervento che porti almeno tremila persone sotto le tende, subito, in questi giorni, perché stiamo aspettando i primi rovesci che anticiperanno la stagione delle piogge, che arriverà di qui fra qualche settimana. La pioggia cambierà l’aspetto di tutta l’operazione di aiuto ed è importante agire con rapidità per non permettere che arrivi prima che le persone siano almeno sotto una tenda.

D. – Voi avete già costruito quattro campi. Perché avete cercato di realizzarli vicino alle abitazioni delle persone che state aiutando?

R. – La logica del nostro intervento è di riprodurre in quell’area rurale la situazione precedente al terremoto. Costruire dei campi di sfollati è l’ultima risorsa disponibile possibile. Chiaramente, spostare le persone, le famiglie, in particolare le donne e i bambini, dalle loro abitazioni, dalle loro aree con cui hanno familiarità, è un trauma sul trauma. Spostare invece le famiglie nel contesto, nei campi, nelle vicinanze delle proprie abitazioni facilita il percorso di riavvio di una vita normale per le famiglie e collega immediatamente le azioni che proponiamo oggi con un processo di ricostruzione che si avvierà molto presto.

D. – Come sta andando la distribuzione degli aiuti: sono sufficienti oppure no?

R. – Gli aiuti sappiamo che sono sotto la lente di ingrandimento in questo momento. C’è un effettivo ritardo, purtroppo, bisogna constatarlo. Tutti sapevano che l’intervento qui sarebbe stato molto difficile, ma nessuno poteva immaginare che sarebbe stato così difficile. Il problema principale proviene dalla capitale, dal congestionamento del sistema dell’aiuto, che ha cominciato a ricevere molto materiale e fatica adesso a distribuirlo. Nelle aree periferiche, dove Intersos si è collocata è possibile tuttavia intervenire, portando aiuto in maniera progressivamente maggiore. Non è ancora sufficiente, ma è progressivamente maggiore. Contiamo di allinearci verso la normalità in pochi giorni.
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      <author>webteam@vaticanradio.org</author>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:06:13 GMT</pubDate>
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      <title>Visita di tre giorni in Messico del cardinale Ennio Antonelli, a un anno dal sesto Incontro mondiale delle famiglie</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=353646</link>
      <description>E’ ritornato in Messico, un anno dopo il sesto Incontro mondiale delle famiglie, il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, per partecipare al secondo Congresso dedicato alla salute, alla vita e alla famiglia, promosso dall’arcidiocesi di Yucatan, Merida. Il Congresso si è svolto dal 29 al 31 gennaio scorsi, nel "Centro de Convenciones Yucatan Siglo XXI", ed ha avuto come filo conduttore lo slogan “L’amore della famiglia sana la vita”. Servizio di Gianfranco Grieco:00:03:03:41

Conferenze, dibattiti, concelebrazioni, mostre, incontri hanno animato una tre giorni che ha affrontato le numerose problematiche che oggi coinvolgono la famiglia e la vita nel mondo intero. Quattro, in totale, sono stati gli interventi del cardinale Antonelli. Voi cristiani laici, ha esortato, potete evangelizzare in famiglia con la preghiera, l’ascolto della Parola, l’amore reciproco, il servizio, il dialogo e l’educazione dei figli. Potete evangelizzare nelle relazioni con i vicini. Potete evangelizzare partecipando alla vita di parrocchia, di Movimenti e associazioni, in modo coerente con il Vangelo e la Dottrina sociale della Chiesa. Sempre e dovunque, consideratevi mandati in missione dalla preghiera, dall’ascolto della Parola di Dio, potete ricevere il coraggio, la passione, l’entusiasmo che sono particolarmente necessari. 

La relazione del cardinale presidente sulla famiglia, prima scuola di umanità, di socialità e di vita cristiana, è stata ascoltata con notevole interesse e con viva partecipazione dai congressisti. Queste, le tematiche calde da affrontare e da risolvere, ha aggiunto il cardinale Presidente: sostegno economico alle famiglie numerose, prelievo fiscale equo e commisurato al carico familiare, prevenzione dell’aborto mediante provvedimenti di sostegno alla maternità - in modo da offrire alle donne una concreta alternativa - riconoscimento legale dell’obiezione di coscienza per gli operatori sanitari e dei farmacisti a favore della vita e contro l’aborto, opposizione dura ai tentativi di introdurre nella legislazione il diritto all’aborto, tutela del diritto dei bambini ad avere il padre e la madre e a crescere insieme con i genitori, incentivi alla stabilità della coppia contro il divorzio, conciliazione delle esigenze della maternità e della paternità con quelle del lavoro, diritto dei genitori a scegliere la scuola per i loro figli senza oneri economici penalizzanti, ricongiungimento delle famiglie dei migranti, divieto alle coppie omosessuali di adottare bambini in nome del diritto di essi ad avere un padre ed una madre. Questi ed altri importanti temi attendono l’azione intelligente, decisa e perseverante, soprattutto da parte delle associazioni familiari. In sintesi, ha concluso il cardinale Antonelli, sia sul versante ecclesiale che su quello civile, bisogna sviluppare un impegno per e con le famiglie, un impegno arduo, ma necessario, perché il futuro della famiglia e della civiltà passa attraverso la famiglia.</description>
      <author>webteam@vaticanradio.org</author>
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      <title>Progetto della Fondazione Di Liegro a sostegno dei disabili psichici e delle loro famiglie. Intervista con Alessandro Romelli</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=353216</link>
      <description>Volontari e famiglie in rete per la salute mentale, è il progetto promosso dalla Fondazione internazionale Don Luigi Di Liegro per dare una risposta concreta all’emarginazione derivante dal disagio psichico. Giunta al suo quarto anno, l’iniziativa si avvale della collaborazione dei Dipartimenti di Salute mentale delle Asl di Roma: iniziato in questi giorni, il nuovo ciclo formativo per i futuri volontari si concluderà l’8 maggio prossimo. Il direttore della Fondazione, Alessandro Romelli, illustra le finalità della proposta, nell’intervista di Davide Dionisi: 00:02:16:54

R. – La nostra finalità non è di carattere terapeutico, nel senso che noi non offriamo un supporto di questo tipo. La nostra è una finalità di carattere sociale e solidale: cioè, mettere a disposizione i volontari per costruire intorno alla persona che soffre e alla sua famiglia una rete di rapporti che consenta loro di condividere quello che stanno vivendo e di non sentirsi soli in quello che stanno vivendo. Sicuramente, poi, essendo la salute mentale un tema molto delicato abbiamo ritenuto che le persone da mettere a disposizione dovessero essere adeguatamente preparate, per entrare con consapevolezza all’interno del mondo del disagio mentale e offrire un contributo all’altezza delle persone che ne hanno bisogno.

D. – Un bilancio delle passate edizioni di questa iniziativa?

R. - Da una parte, sgomberiamo il campo dall’idea che attraverso un gruppo di volontari si possano risolvere tutti i problemi del mondo. Ovviamente, non è in questo senso che il bilancio è positivo, ma è positivo in almeno due altri significati. Il primo perché è una esperienza altamente positiva per le persone che la vivono, quindi per i volontari, perché in qualche modo il mondo della salute mentale è un mondo che ti consente di conoscere te stesso oltre che le persone che incontri. Dall’altro, abbiamo avuto riscontri positivi nelle realtà in cui i volontari sono presenti: in particolare ci è stato detto - proprio dalle stesse strutture all’interno delle quali i volontari operano - che la presenza del volontario è in grado di cambiare il tipo di rapporti che si respirano all’interno della struttura. Mentre tali rapporti sono, di solito, di tipo specialistico, medico, puramente sanitario, il volontario cambia il clima portando in qualche modo la qualità umana che è propria del suo intervento.

R. - Quindi, il volontario, una volta formato, entra nella struttura a sostegno del lavoro della Asl?

R. – Sì, anche dei pazienti presenti nella struttura e si offre anche come appoggio per i familiari che in qualche modo la frequentano per incontrare i propri congiunti. Grazie appunto alla presenza di questi volontari preparati, abbiamo dato vita come Fondazione ad alcuni gruppi di auto-aiuto per familiari, tuttora esistenti e funzionanti, che si riuniscono una volta a settimana per dare l’opportunità ai familiari di incontrarsi con persone che stanno vivendo la loro stessa esperienza, per avere un luogo di ascolto e anche di confronto rispetto al loro vissuto.(Montaggio a cura di Maria Brigini)</description>
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      <title>La Chiesa di fronte alle sfide della post modernità nell’ultimo libro del filosofo Vittorio Possenti, “Dentro il secolo breve”</title>
      <link>http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=352126</link>
      <description>Paolo VI, Maritain, Mounier, La Pira e Giovanni Paolo II: sono le cinque straordinarie figure al centro del nuovo libro del filosofo Vittorio Possenti, intitolato “Dentro il secolo breve”. Edito dalla casa editrice Rubbettino, il volume è stato presentato in questi giorni a Roma, presso il Centro Saint-Louis de France. Alla conferenza ha partecipato, tra gli altri, il cardinale Paul Poupard. Al prof. Possenti, Alessandro Gisotti ha chiesto di indicare il tratto comune dei protagonisti del suo libro:00:03:00:00

R. – Abbiamo dinanzi ciò che potrei anche chiamare una “famiglia di spiriti”, perché le sintonie tra di loro, pur avendo temperamenti e caratteri diversissimi, erano sintonie profonde. Intanto, li accomunava la comune fede cristiana, il fatto che furono sostanzialmente contemporanei e quindi operarono in un’epoca – quella della secolarizzazione, quella dei totalitarismi, quella dell’attacco alla persona – e, dal punto di vista politico, del movimento di difesa e di rilancio dell’essere umano attraverso il personalismo, i diritti umani, la ricerca della pace. Temi che hanno attraversato la storia religiosa e la storia civile del XX secolo e che hanno ancora una rilevanza assoluta.

D. – Il XX secolo: secolo tragico. La Chiesa ha assunto posizioni profetiche …

R. – La Chiesa è riuscita a contenere, da un lato, l’avvento di una secolarizzazione aggressiva e, dall’altro, l’attacco alla persona, soprattutto nel momento dei grandi totalitarismi. Questi due aspetti non sono tuttora venuti meno, ma hanno cambiato volto. La secolarizzazione non è regredita, ma nello stesso tempo sta avanzando una ripresa del ruolo pubblico delle grandi religioni mondiali, in particolare anche del cristianesimo, in maniera che l’assenza di Dio e la presenza di Dio sono nuovamente al centro dei nostri problemi. E rimane importante la grande frase di Paolo VI nell’Evangelii nuntiandi, ossia che l’uomo può certamente organizzare la terra senza Dio, ma non potrà che organizzarla contro l’uomo. Questo significa che dobbiamo riprendere i tre grandi nodi che sono all’interno di ogni civiltà, vale a dire il problema di Dio, il problema dell’uomo e il problema della cultura. Penso che siamo a questo punto: la Chiesa del XX secolo e quella del XXI si sta confrontando con le nuove sfide, forte del suo bagaglio di una sapienza che viene dall’al di là del mondo attraverso una Parola di vita che orienti nelle difficili scelte del presente.

D. – Dopo il secolo dei totalitarismi, la Chiesa si confronta con il cosiddetto "pensiero debole" – la dittatura del relativismo, per richiamare una celebre formula-definizione dell’allora cardinale Ratzinger…

R. – Noi dobbiamo affrontare questo problema come fa la Chiesa – pensiamo in particolar modo alla Fides et Ratio di Giovanni Paolo II, in maniera da riprendere l’alleanza tra fede e ragione così da prospettare all’avanzata anche aggressiva delle scienze un orizzonte di senso diverso da quello che le scienze da sole vedono. Abbiamo bisogno, per vincere questa battaglia – che è poi una battaglia "per" l’uomo e non "contro" l’uomo – della sapienza metafisica e di un’antropologia integrale, visto che le linee fondamentali del confronto e, in qualche modo, dello scontro contemporaneo passano attraverso l’uomo.</description>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 11:37:01 GMT</pubDate>
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