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22/11/2009 14.42.21



I vescovi delle Filippine propongono l’utilizzo delle biotecnologie vegetali






L'Ufficio episcopale per la bioetica dei vescovi filippini sosterrà gli sforzi per sviluppare sementi di riso geneticamente selezionate per ridurre la carenza di riso in Asia, senza danneggiare l’ambiente. Mons. Leonardo Legaspi, arcivescovo di Caceres, ha dichiarato, ripreso dall’agenzia Fides, che “la Chiesa guarda con favore all'introduzione di nuove sementi di riso geneticamente modificate, se esse contribuiranno ad alimentare oltre un miliardo di asiatici e africani malnutriti”. “Inizialmente - ha rivelato monsignor Legaspi - la Conferenza episcopale delle Filippine nutriva un certo scetticismo nei confronti degli organismi geneticamente modificati, quando la tecnologia non era ancora così ben definita”. Poi però c’è stata "una graduale evoluzione" verso l'accettazione degli ogm, perché è diventato chiaro che queste sementi “contribuiscono alla sicurezza alimentare nonché alla sostenibilità ambientale”. Dopo lo svolgimento del seminario organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze sul tema “Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo”, svoltosi in Vaticano dal 15 al 19 maggio, "l'opposizione della Chiesa agli ogm non è più così forte", ha rivelato monsignor Legaspi. Inoltre, il vescovo ha partecipato assieme a più di 700 scienziati - in occasione del VI International Rice Genetics Symposium a Manila (16-19 novembre) - alle discussioni circa l’utilizzo delle nuovi sementi. In apertura del convegno, Robert Zeigler, direttore generale dell’International Rice Research Institute (Irri), ha spiegato che l’obiettivo dei nuovi ceppi di riso ogm che sono stati selezionati è quello di produrre 50 milioni di tonnellate di riso per il 2015 senza incrementare le superfici coltivate. Il vescovo di Libmanan, monsignor José R. Rojas, membro dell'ufficio di bioetica, ha dichiarato che "la Conferenza episcopale cattolica non si è mai opposta ai programmi dell’Irri, perché non sono considerati nocivi per l'ambiente". (V.V.)


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