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apostolici di Giovanni XXIII
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VIAGGI
APOSTOLICI DI GIOVANNI XXIII
ALLA
VIGILIA DEL CONCILIO IL PAPA GIOVANNI XIII INTENDE CON IL SUO PELLEGRINAGGIO
PORRE IL SUGELLO ALLE PREGHIERE CHE IN TUTTO IL MONDO SI SONO ELEVATE
A DIO PER IL CONCILIO VUOLE ANCHE SIMBOLEGGIARE IL SENSO DEL CAMMINO
DELLA CHIESA, LUCE DELLE GENTI
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Città visitate |
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Fine
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Loreto - Assisi (Italia) |
04.10.62 |
04.10.62 |
Ad
invocare con accresciuto fervore il patrocinio della Madre celeste e
l'intercessione di S. Francesco d'Assisi sull'imminente Concilio Ecumenico,
il Santo Padre compie, giovedì 4 ottobre 1962, un devotissimo pellegrinaggio
a Loreto e alla città del Serafico.
Sua Santità parte dalla stazione ferroviaria del Vaticano alle ore 6.30,
col treno presidenziale italiano. Sono al suo seguito il Signor Cardinale
Decano Tisserant; e i Signori Cardinali Palatini: Cicognani, Segretario
di Stato e Giobbe, Datario; nonchè i Prelati dell'Anticamera segreta.
Nel treno, alla stazione di Roma Trastevere, prende posto una Missione
Speciale del Governo Italiano, guidata dal Presidente del Consiglio,
On. Amintore Fanfani. A Loreto porge devoto ossequio al Sommo Pontefice
il Presidente della Repubblica Italiana, S. E. l'On. Prof. Antonio Segni.
Lungo il percorso, e segnatamente alle stazioni di Orte, Nami, Terni,
Spoleto, Foligno, Fabriano, Iesi e Ancona, si svolgono entusiastiche
manifestazioni di esultanza popolare al Vicario di Gesù Cristo. Esse
raggiungono un vertice indicibile a Loreto ed Assisi.
Il pellegrinaggio di Giovanni XXIII è salutato a festa ovunque, appunto
per il sublime intento che esso dimostra:illimitata fiducia; ansia inestinguibile
del Pastore che non si appaga più di accogliere i credenti presso di
Sè, ma va a cercarli, nelle città e campagne, lungo le vie del grande
e comune itinerario terreno, per invitarli, idealmente tutti, ad unirsi
a Lui, a partecipare, in modo degno, alla vita della Chiesa.
A
Loreto, nel lontano autunno del 1900, Maria sorrise al giovane seminarista
pellegrino, Angelo Giuseppe Roncalli, dopo la sosta dell'Anno Santo
in Roma. Fu sguardo di compiacenza per l'aurora di saldissima e adamantina
fedeltà alla vocazione al sacerdozio, e di essa v'è, oggi, stupenda
conferma nella preghiera finale, dopo l'allocuzione.
Altre
volte, in seguito, Egli unì la sua letizia ai pellegrini. Torna, ora,
in giorno radioso, nella pienezza di una missione che supera ogni altra,
perchè non solo voluta, ma ispirata, in ogni istante, dal Divino Maestro.
Adesso è il Sommo Pontefice a varcare la soglia della Santa Casa. Dopo
ardente preghiera tra le pareti benedette, ove la secolare devozione
dei fedeli ha sempre rievocato le infinite meraviglie del Signore e
il fiat pronunciato da Maria nell'armonico accento della sua umiltà
e purezza, il Papa si volge ai Cardinali, ai presuli, alle autorità
civili, al clero ed al popolo; e invita con parola semplice ed affettuosa
a recitare, quale primo atto di ossequio a Maria, l'Angelus Domini,
ripetendo - come più volte Ogni giorno avviene in tutta la Chiesa -,
il saluto dell'Arcangelo Gabriele presso la Casa di Maria.
Nei giorni festivi - ricorda Sua Santità - i fedeli presenti in piazza
S. Pietro, si uniscono al Papa nella prece tradizionale. Ora è Loreto,
trasformata in simbolico convegno delle genti di ogni continente, ad
elevare l'angelico omaggio alla Regina mundi.
Seguono i vari aspetti della impetrazione: melodie in onore della Madonna;
le corone destinate alla statua della Vergine, benedette ed apposte
dal Sommo Pontefice sul capo del Bambino e della Madre; la Benedizione
fìnale.
Il
trionfale colloquio si ripete in Assisi. E' il giorno dedicato alla
memoria liturgica del Santo.
Dopo un discorso, tenuto dalla cattedra papale nella Basilica Inferiore
del
Sacro Convento, l'Augusto Pontefice discende nella cripta per pregare
presso la tomba gloriosa del Poverello. A lui, che volle chiamarsi l'«
Araldo del Grande Re » sono pure affidate le adunanze dell'imminente
Concilio,affìnchè ovunque i nuovi apostoli possano diffondere e consolidare
il soave impero del Cristo.
Alcuni giorni più tardi, negli anniversari della elezione ed incoronazione
di Sua Santità, viene chiesto a molti fedeli scelti a caso da intervistatori
volanti, che cosa pensino del Papa. Le risposte concerono molteplici
sentimenti, per cui si esprime da tutti rispetto profondo ed aperta
simpatia.
Ancora più accentuata è l'unanimità con cui si sottolinea la sorpresa,
acclamatissima, del suo viaggio a Loreto ed Assisi.
"Alla vigilia del Concilio Vaticano II, ecco l'umile Successore
di Pietro aggiungersi con gesto discreto ai molti che l'hanno qui preceduto.
L'odierna peregrinazione apostolica a questo antico e venerato santuario,
vuol porre suggello alle supplicazioni che in tutti i templi del mondo,
di oriente e di occidente, e nei sacri recessi del dolore e della penitenza,
si sono elevate a Dio per il felice svolgimento della grande assise
ecumenica; e vuol simboleggiare altresì il cammino della Chiesa verso
le conquiste di quella spirituale dominazione, fatta nel nome di Cristo,
che è luce delle genti (cfr. Luc. 2, 32); dominazione che è servizio
ed amore fraterno, sospiro di pace, ordinato e universale progresso.
L'atto di venerazione alla Madonna di Loreto, che compiamo oggi, Ci
riporta col pensiero a 62 anni or sono, quando venimmo qui per la prima
volta, di ritorno da Roma, dopo aver acquistato le indulgenze del Giubileo
indetto da Papa Leone. Era il 20 settembre del 1900. Alle ore due del
pomeriggio, ricevuta la santa Comunione, potemmo effondere la Nostra
anima in prolungata e commossa preghiera."


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