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Sommario del 02/08/2008

Il Papa e la Santa Sede

  • Domani l'Angelus del Papa a Bressanone: intervista con mons. Egger
  • Il Papa invita a pregare affinché la famiglia umana rispetti il disegno di Dio sul mondo e il dono della Creazione
  • Nomine
  • Oggi su "L'Osservatore Romano"
  • Oggi in Primo Piano

  • Domani a Città del Messico la 17.ma Conferenza internazionale sull'AIDS
  • Verso la conclusione della Conferenza di Lambeth
  • Grande partecipazione ad Assisi per la Solennità del Perdono nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola
  • Il commento di don Massimo Serretti al Vangelo della Domenica
  • Chiesa e Società

  • Al via le celebrazioni per i 150 anni della morte di San Giovanni Maria Vianney, il “curato d’Ars”
  • L’arcidiocesi di Milano commemora Papa Paolo VI a 30 anni dalla morte
  • Nasce il “Centro Chiara Lubich” per la rivoluzione evangelica nel mondo
  • Migliaia di persone a rischio fame per le inondazioni in Africa occidentale
  • Missione del CEC per monitorare il rispetto dei diritti umani degli indigeni in Papua occidentale
  • Sri Lanka: attesa per il ritorno della statua della Madonna a Nostra Signora di Madhu, in occasione dell’Assunta
  • Madagascar: l’attività dei vincenziani in favore dei più poveri
  • In Etiopia sono terminati i lavori per la ricollocazione dell’obelisco di Axum
  • Piccola ma significativa la presenza della stampa cattolica alla Fiera del Libro di Hong Kong
  • 24 Ore nel Mondo

  • E' attesa per oggi la risposta dell’Iran all'offerta del "Gruppo 5+1" per lo stop al programma nucleare
  • Il Papa e la Santa Sede



    Domani l'Angelus del Papa a Bressanone: intervista con mons. Egger

    ◊   Domani il Papa presiederà alle 12.00 l’Angelus in Piazza Duomo a Bressanone, dove è giunto lunedì scorso per trascorrere un periodo di riposo fino all’11 agosto. Benedetto XVI risiede nel Seminario Maggiore della città altoatesina. Su questo soggiorno ascoltiamo l’inviato di Avvenire Salvatore Mazza, al microfono di Sergio Centofanti:

    R. – Diciamo che è un soggiorno molto tranquillo. Il Papa, come sapete, in questi giorni non si è mai mosso dal Seminario; sono state diffuse immagini in cui lo si vede molto sereno, insieme al fratello. Dicono che frequenti moltissimo la biblioteca del Seminario, che è una biblioteca ricchissima. Chi gli è vicino dice che si vede che sta molto bene, si sente a casa sua e quindi per ora preferisce restarsene in Seminario. La grande attesa è ovviamente per domani: l’Angelus che sarà in piazza, finalmente lo potranno vedere! Si aspetta molta gente. Per ora, le cose vanno così, complice anche il tempo che non è proprio perfetto: la mattina fa sempre bello, il pomeriggio poi si annuvola e arriva sempre la pioggia, verso le cinque. Quindi, anche questo probabilmente frena la possibilità di uscite.

     
    D. – Come sta vivendo la popolazione locale la presenza del Papa?

     
    R. – Veramente, tutti danno l’impressione di essere molto consapevoli del proprio ruolo di ospiti, per cui sanno che il Papa ha bisogno di riposo, non ci sono insistenze, non ci sono pressioni per vederlo. Tutto si svolge in un contesto molto, molto rispettoso e di grande discrezione.

     
    Domani, prima dell’Angelus, il vescovo di Bolzano-Bressanone, Wilhelm Egger, presiederà la Messa in Piazza Duomo. Ma quale tradizione ha questa preghiera mariana in questi luoghi? Ascoltiamo mons. Egger, intervistato da Luca Collodi:

    R. – Per la nostra diocesi, l’Angelus aveva una grande tradizione: anche sui campi, mentre si lavorava, al suono delle campane, si recitava l’Angelus. Adesso è caduto un po’ in disuso; ho raccomandato più volte di dire questa preghiera, anche e soprattutto per le vocazioni, perché in fondo all'Angelus si parla della vocazione della Madonna. E così, spero che il Santo Padre dia un nuovo impulso a questa preghiera così popolare, nata anche in tempi molto difficili. Questo l’ho scritto anche alla diocesi: che siamo contenti di dire proprio questa preghiera. Oggi, ho notato, tutti sanno che i musulmani pregano cinque volte, ma molti non sanno più il significato dei tre rintocchi delle campane. E così spero che possa aiutare anche a questa preghiera, che è anche una preghiera per le vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa.

     
    D. – Mons. Egger, come si vive la tradizione mariana nella sua diocesi, a Bolzano e a Bressanone?

     
    R. – La devozione mariana si vive soprattutto nei grandi santuari. Ci sono molti santuari, uno è molto conosciuto, quello di Pietralba (Weissenstein), dove è venuto anche Giovanni Paolo II. Poi ci sono anche molti santuari mariani e così anche la gente si reca in questi santuari dicendo il Rosario. Vanno lì anche in ringraziamento o in preghiera nelle difficoltà.

     
    D. – Mons. Egger, lei domani farà un saluto al Papa, immagino ...

     
    R. – Sì, sì ...

     
    D. – Vuole anticiparci un po’ il suo pensiero?

     
    R. – Esprimo la mia gioia. In italiano dirò: “Santa Caterina ha detto: ‘Il Papa è il dolce Cristo in terra’. E per questo noi cerchiamo di accogliere il suo messaggio con affetto e con attenzione”.

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    Il Papa invita a pregare affinché la famiglia umana rispetti il disegno di Dio sul mondo e il dono della Creazione

    ◊   Benedetto XVI invita a pregare “perché la famiglia umana sappia rispettare il disegno di Dio sul mondo e divenga così sempre più cosciente del grande dono di Dio che rappresenta per noi la Creazione”. Queste parole del Papa sono contenute nell’intenzione generale promossa dall’apostolato della preghiera per questo mese di agosto. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    Amare è ciò “per cui siamo programmati, ciò per cui siamo stati progettati dal Creatore”: ecco il disegno divino, spiegato da Benedetto XVI ai ragazzi disagiati di Sydney. Uno degli incontri più toccanti nel recente viaggio in Australia per la GMG. Il Papa si sofferma sul senso della vita che rifiuta l’amore possessivo, che rifugge da un potere che sfrutta l’ambiente naturale per i propri egoistici interessi:

     
    The cult of material possessions, the cult of possessive…
    “Il culto dei beni materiali, il culto dell’amore possessivo, il culto del potere – rileva il Papa – spesso portano la gente a comportarsi da Dio: cercare di assumere il controllo totale, senza prestare nessuna attenzione alla sapienza o ai comandamenti che Dio ci ha fatto conoscere”. Questa, avverte, “è la via che conduce alla morte”. Al contrario, “obbedire ai suoi comandamenti” è “la via per scegliere la vita”. Pensiero che il Papa aveva già espresso alla Messa per l’apertura del Sinodo sull’Eucaristia nell’ottobre 2005:

     
    Noi uomini, ai quali la creazione, per così dire, è affidata in gestione, la usurpiamo. Vogliamo esserne i padroni in prima persona e da soli. Vogliamo possedere il mondo e la nostra stessa vita in modo illimitato. Dio ci è d’intralcio (…) Laddove però l’uomo si fa unico padrone del mondo e proprietario di se stesso, non può esistere la giustizia. Là può dominare solo l’arbitrio del potere e degli interessi”.

     
    Il Creato è ordinato dall’amore divino. Da questo ordine, nota il Papa, discende la sacralità di valori come la vita e la famiglia. Come a Sydney, anche a Loreto - all’Agorà dei giovani italiani - nel settembre dell’anno scorso, il Papa ci invita a ricercare la bontà della Creazione:

     
    “La bellezza della Creazione è una delle fonti dove realmente possiamo toccare la bellezza di Dio, possiamo vedere che il Creatore esiste ed è buono, che è vero quanto la Sacra Scrittura dice nel racconto della Creazione, che cioè Dio ha pensato e fatto con il suo cuore, con la sua volontà, con la sua ragione questo mondo e lo ha trovato buono. Anche noi dobbiamo essere buoni, per avere il cuore aperto a percepire la vera presenza di Dio”.

     
    E’ l’amore, dunque, il segno tangibile del disegno di Dio sul mondo e sull’uomo. La bellezza del Creato e la misericordia di Dio si richiamano l’un l’altra. Ecco la sua riflessione nell’udienza generale del 9 novembre 2005:

     
    “Esiste, dunque, un messaggio divino, segretamente inciso nel Creato e segno… della fedeltà amorosa di Dio che dona alle sue creature l’essere e la vita, l’acqua e il cibo, la luce e il tempo”.

     
    Con la Sacra Scrittura, costata il Papa, il Signore “risveglia la ragione che dorme e ci dice che all’inizio c’è la Parola creatrice, la ragione creatrice che ha creato tutto, che ha creato il progetto intelligente del cosmo che è anche amore”.

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    Nomine

    ◊   Il Santo Padre ha nominato nunzio apostolico nella Repubblica Centroafricana ed in Ciad mons. Jude Thaddeus Okolo, finora consigliere della nunziatura apostolica in Australia, elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Novica, con dignità di arcivescovo. Mons. Jude Thaddeus Okolo è nato a Kano (Nigeria) il 18 dicembre 1956 ed è stato ordinato sacerdote il 2 luglio 1983. E’ laureato in diritto canonico. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1° giugno 1990, ha prestato successivamente la propria opera nelle rappresentanze pontificie in Sri Lanka, Haiti, Antille, Svizzera, Repubblica Ceca, Australia. Conosce l’inglese, il francese, l’italiano, il tedesco, lo spagnolo e il ceco.

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    Oggi su "L'Osservatore Romano"

    ◊   In prima pagina un momento della giornata di Benedetto XVI a Bressanone insieme al fratello e al segretario particolare nel giardino del seminario che lo ospita

    Nell’informazione internazionale, la situazione nel Vicino Oriente: nuove tensioni tra Hamas e Al Fatah nella Striscia di Gaza. In Libano presentato il programma del nuovo Governo di unità nazionale

    In cultura, un articolo dell’arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, dal titolo “La sfida più difficile è quella contro l’abitudine”: storie di conversione da Agostino a Saulo

    “Armi balenanti e cielo rosso sangue. Il racconto su san Paolo come un film in presa diretta”. Antonio Paolucci sui quadri che Caravaggio dedicò all’episodio della via di Damasco

    “Puccini l’incompiuto”. Marcello Filotei ricorda il compositore lucchese a centocinquant’anni dalla nascita

    Gianluca Biccini intervista il cardinale Théodore-Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar, all’indomani dell’incontro promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura a Bagamoyo in Tanzania

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    Oggi in Primo Piano



    Domani a Città del Messico la 17.ma Conferenza internazionale sull'AIDS

    ◊   Si apre domani a Città del Messico la 17.ma Conferenza internazionale sull’AIDS. Le prossime sfide – ha detto il direttore dell'Istituto statunitense per la ricerca sulle malattie infettive, Anthony Fauci, sono tre: assicurare farmaci a tutti, rendere i sistemi sanitari dei Paesi in via di sviluppo in grado di promuovere programmi efficaci di prevenzione e mettere a punto il vaccino. Tra quanti sono impegnati nell’assistenza ai malati di AIDS, la Chiesa cattolica si conferma in prima linea. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

    Nella lotta contro l’AIDS la Chiesa è una fonte di speranza alla quale possono attingere malati di tutto il mondo. La rete è capillare: sono cattoliche il 27% delle istituzioni impegnate a contrastare questo flagello. La missione della Chiesa è di informare e fornire assistenza promuovendo valori con i quali far leva per arginare la diffusione dell’AIDS. Tra le vie indicate, la Chiesa esorta alla fedeltà reciproca ed invita a non stigmatizzare chi è stato colpito dal virus dell’HIV. Strumenti di contrasto sono poi l’organizzazione e la predisposizione dell’assistenza sanitaria: vengono forniti terapie e medicinali, servizi sociali, sostegno psicologico.

     
    La sfida alla quale la Chiesa ed anche governi ed organizzazioni non governative sono chiamati è ardua e lo scenario a livello mondiale resta drammatico. Dopo 27 anni, l’epidemia dell’AIDS sembra essersi stabilizzata, anche se le persone infette continuano ad aumentare. Nel 2007 sono stati 33 milioni coloro che hanno convissuto con l’HIV. Ci sono, comunque, anche dati confortanti: per il secondo anno consecutivo è sceso il tasso di mortalità dei malati. Nel 2007 sono stati quasi 200 mila in meno rispetto al 2005. La diffusione dell’AIDS, secondo dati dell’ONU, è preoccupante in Paesi come Cina, Indonesia, Kenya, Russia e Vietnam. Lo scorso anno sono stati spesi circa 10 miliardi di dollari per la lotta all’AIDS. Solo per mantenere l’attuale livello di accesso ai farmaci che rallentano l’infezione, ci sarà bisogno di un aumento dei fondi del 50% da oggi al 2010.

     
    La Conferenza internazionale sull’AIDS, che si aprirà domani a Città del Messico, si prospetta come una ulteriore occasione per analisi e proposte: saranno cinque giorni dedicati alle strategie da mettere in campo per assicurare l’accesso alle cure e sostenere le persone affette da HIV. L’auspicio è che si possa raggiungere l’Obiettivo del millennio, sancito dalle Nazioni Unite, di estendere a tutti i servizi sanitari e di arrestare la diffusione dell’AIDS.

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    Verso la conclusione della Conferenza di Lambeth

    ◊   Con le conclusioni dell’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams termina domani la Conferenza di Lambeth, l’incontro decennale di tutti i vescovi anglicani del mondo. Quest’anno l’importante appuntamento ha visto la Comunione anglicana discutere su due questioni cruciali: l’ordinazione episcopale di donne e omosessuali. Per un bilancio della Conferenza Sergio Centofanti ha sentito l’inviato di Avvenire Andrea Galli:

    R. – Rowan Williams, da un certo punto di vista, esce “vincitore” da questa Conferenza di Lambeth perché non ha avuto contestazioni frontali; anzi, alla fine direi che ha guadagnato un consenso molto diffuso tra i vescovi presenti qui, a Canterbury. C’è anche da dire che è stato aiutato in questo dal fatto che quasi 300 vescovi che contestano la linea attuale della Comunione anglicana non sono venuti, e quindi si sapeva fin dall’inizio che i vescovi che erano qui presenti erano vicini alla linea di Williams. Una Conferenza, quindi, che si è svolta in un clima abbastanza sereno. Però, c’è anche il rovescio della medaglia, nel senso che i nodi e i conflitti che c’erano prima di questa Conferenza restano tutti intatti; semplicemente, non si è voluto affrontarli di petto, si è preferita una tattica “dilatoria”. Intanto, qui a Lambeth viene lanciato domani ufficialmente il progetto di un “covenant”, cioè di un grande patto che in sostanza sarà un manifesto di principi fondanti dell’anglicanesimo, per riconsolidare l’unione della Comunione anglicana.

     
    D. – Dunque, si può dire che è salva l’unità della Comunione anglicana?

     
    R. – Per il momento, sì. Però, non si può dire che sia un punto definitivo, anzi, proprio ieri il Primate anglicano dell’Uganda, che è tra i portavoce principali delle province del Sud del mondo che hanno in questo momento un atteggiamento molto critico nei confronti proprio di Rowan Williams, ha scritto una lettera al “Times” con una critica molto molto dura e frontale all’arcivescovo di Canterbury, accusandolo di avere tradito lo spirito della Comunione anglicana. E’ stato un segnale molto forte, tra l’altro arrivato proprio alla fine dei lavori. Inoltre, aggiungerei questo: che comunque dal punto di vista del rapporto e del dialogo ecumenico ci sono stati alcuni passi indietro; uno è appunto il rapporto con la Chiesa cattolica che, ovviamente, esce mutato dalla Conferenza di Lambeth: l’intervento del cardinale Kasper è stato molto chiaro, pur nei toni sempre molto amichevoli, direi fraterni. Nel senso che, il dialogo tra la Chiesa cattolica e il mondo anglicano continuerà, ovviamente, ma sarà diverso da prima. Quindi, non ci sarà più la prospettiva concreta di una unione tra il mondo anglicano e la Chiesa cattolica, ma il dialogo diventerà più simile a quello che oggi la Chiesa cattolica attua – per esempio – con il mondo luterano, le realtà della Riforma; e anche con il Patriarcato di Mosca i rapporti sono diventati abbastanza freddi: proprio ieri il Patriarcato ha reso noto un commento sulla decisione della Chiesa d’Inghilterra di ordinare donne al ministero episcopale e un comunicato, anche qui dai toni molto netti, faceva presente che questo avrebbe bloccato il dialogo tra Mosca e Canterbury. Quindi, dal punto di vista ecumenico si riscontrano dei passi indietro non piccoli.

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    Grande partecipazione ad Assisi per la Solennità del Perdono nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola

    ◊   Giornata di celebrazioni oggi ad Assisi per la Solennità del Perdono. Questa mattina nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, la Santa Messa presieduta da mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, che si è conclusa con la Supplica alla Madonna degli Angeli e il Canto dei Pellegrini. Nel pomeriggio l’arrivo della XXVIII Marcia francescana dal titolo “Il cammino si fa incontro” e la chiusura delle celebrazioni con la recita dei Secondi Vespri. Ma qual è il clima che si respira ad Assisi? Al microfono di Benedetta Capelli risponde il padre francescano Enzo Fortunato, portavoce del Sacro Convento di Assisi:

    R. – E’ un clima di festa e di raccoglimento perché la comunità di Frati Minori a Santa Maria degli Angeli si ritrova circondata da tanti confratelli e soprattutto si ritrova ad accogliere numerosissimi pellegrini che giungono per celebrare la Festa del Perdono e per celebrare quella donna che Francesco ha sempre amato, fin dal primo momento: Santa Maria degli Angeli. E’ bello vedere la commozione, la gioia, della partecipazione. E’ un’indulgenza che si ottiene in questo giorno in modo particolare e che poi diversi Papi hanno esteso in tante chiese.

     
    D. – Qual è il significato ancora oggi del perdono di Assisi?

     
    R. – Il significato è attualissimo. Ci accorgiamo come la società, l’uomo stesso, le istituzioni a volte sono conflittuali e si pone l’importanza, non solo di ascoltarsi, ma, anche in momenti di conflitto, soprattutto di perdonarsi. Ci accorgiamo che questo perdono ha la sua fonte in Dio che ci ha perdonati dal primo momento e questo perdono siamo chiamati a trasmetterlo. E’ la preghiera del Padre Nostro, che Francesco ha commentato, a regalarci uno dei momenti salienti della vita quotidiana, cioè questo perdono che riceviamo da Dio e che trasmettiamo agli altri. Francesco, alla luce di questo perdono invocato nel 1216, in quella chiesetta piccolina, la Porziuncola, ha tracciato delle bellissime pagine. Io penso a quello che Francesco ha raccomandato ai suoi frati. Francesco dice: fai in modo che ogni volta che un confratello incontri i tuoi occhi vada via con la certezza del perdono. Gli occhi sono la finestra del cuore e sono la realtà che meglio trasmette un perdono trasmesso autenticamente.

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    Il commento di don Massimo Serretti al Vangelo della Domenica

    ◊   In questa 18.ma Domenica del Tempo Ordinario la Liturgia ci presenta il Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù, dopo aver udito dell'esecuzione di Giovanni il Battista, si ritira in un luogo deserto ma viene raggiunto dalla folla: ne sente compassione e guarisce i malati. Sul far della sera i discepoli lo invitano a congedare la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare. Ma Gesù risponde:
     
    «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».

    Sul significato di questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento di don Massimo Serretti, docente di Cristologia all'Università Lateranense:

    I discepoli del Battista recano a Gesù la notizia della sua esecuzione. Il momento è grave. L’opera di Gesù è strettamente congiunta a quella di Giovanni il Battista. Quella morte tocca anche lui e lo riguarda da vicino.

     
    La solennità del momento è evidenziata dall’immediata partenza di Gesù verso un luogo deserto. Ciò significava che Gesù voleva star da solo e pregare il Padre che è nei Cieli. Ma c’è un imprevisto: benché sia salito in barca in modo da non incontrare nessuno, strada facendo, la folla lo seguì a piedi. Gesù non passa oltre, in nome del suo dolore e della sua iniziazione interiore al sacrificio che lo attendeva, che attendeva anche lui: ma si ferma. E’, questo, un tratto divino della manifestazione di Gesù.

     
    Dio non passa oltre, non passa sopra in nome di qualcosa di più grande. Al contrario. La grandezza divina si riconosce dalla sua capacità di fermarsi, di assumere la domanda e la ricerca degli uomini. Il segno della moltiplicazione dei pani è secondo, rispetto a questa volontà appassionata di comunione, ed è non solo motivato ma anche finalizzato ad essa. Perché l’incontro prosegua.
     
    Rimani con noi!

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    Chiesa e Società



    Al via le celebrazioni per i 150 anni della morte di San Giovanni Maria Vianney, il “curato d’Ars”

    ◊   Lunedì 4 agosto ricorre il 150esimo anniversario dalla morte di San Giovanni Maria Vianney, noto come “il curato d’Ars”, patrono in un primo momento dei sacerdoti francesi e poi di tutti i parroci. La cittadina dove ha svolto la sua missione per tutta la vita, Ars-sur-Formans, e dove oggi sorge un santuario, si prepara a festeggiarlo solennemente, in vista dell’apertura dell’anno giubilare in sua memoria, previsto dall’8 dicembre prossimo al primo novembre 2009. Come riportato dal quotidiano Avvenire, durante l’anno giubilare, recandosi presso il santuario, visitato ogni anno da circa 450mila pellegrini e dove nel 1986 andò anche Giovanni Paolo II, si potrà ottenere l’indulgenza plenaria. Già domani pomeriggio mons. Guy Bagnard, vescovo della diocesi di Belley-Ars, guiderà i Vespri, cui seguirà una veglia di preghiera e riconciliazione. Ma i festeggiamenti entreranno nel vivo nella giornata di lunedì che si aprirà con le Lodi e con la celebrazione dell’Eucaristia nella chiesa di Nostra Signora della Misericordia con la Messa officiata dall’arcivescovo di Parigi, cardinale André Vingt-Trois; nel pomeriggio una processione con le reliquie del cuore del Santo, i Vespri e un concerto spirituale in Basilica. Durante tutto il giorno la cappella della Provvidenza resterà aperta per l’adorazione del Santissimo. “Un modello missionario per tutti i cristiani, in particolar modo per i sacerdoti”, è il ricordo del curato d’Ars del cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero che ha inviato un messaggio a tutti i sacerdoti francesi in vista dell’anniversario di San Giovanni Maria Vianney, in cui li esorta a riflettere sul proprio ministero: “La Chiesa sa che non può restare inerte e limitarsi ad accogliere ed evangelizzare coloro che la cercano, nelle sue chiese e comunità. È necessario alzarsi e andare laddove le persone e le famiglie risiedono, vivono e lavorano. A questa missione sono chiamati tutti i membri della comunità ecclesiale: pastori, religiosi e laici”. Il porporato ha sottolineato anche l’importanza del ruolo dei presbiteri: “Sono la grande forza propulsiva della vita quotidiana – ha scritto – quando i presbiteri si muovono la Chiesa si muove”. Amore della famiglia, ma anche le violenze della Rivoluzione francese hanno segnato l’infanzia del futuro curato d’Ars, che, nonostante l’opposizione della famiglia e grazie alla tenacia dell’abbé Charles Balley, parroco di Ecully, riuscì a essere ordinato sacerdote nel 1815, nonostante la sua difficoltà ad imparare il latino. Trascorse quasi per intero la sua missione ad Ars-sur-Formans, un borgo di trecento anime che inizialmente non era neppure parrocchia, dedicandosi all’evangelizzazione attraverso la celebrazione dell’Eucaristia, la predicazione, la preghiera, la vita di penitenza, la catechesi rivolta ad adulti e bambini, ma soprattutto con il sacramento della Confessione. Nonostante la restaurazione della chiesa e la fondazione di un orfanotrofio per la cura dei più poveri, si sentirà sempre “indegno” di fronte alla missione a cui il Signore lo aveva chiamato, sempre inadeguato. Morirà nel 1859 e sarà proclamato Santo da Pio XI nel 1925. (R.B.)

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    L’arcidiocesi di Milano commemora Papa Paolo VI a 30 anni dalla morte

    ◊   L’arcidiocesi di Milano commemora in questi giorni al Sacro Monte di Varese Papa Paolo VI, morto il 6 agosto 1978 nella residenza estiva di Castelgandolfo. Le celebrazioni del trentennale della morte di Paolo VI – informa l’ufficio per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Milano – si aprono oggi alle 16.45 con la Santa Messa presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano. Al termine della celebrazione – riferisce l’agenzia SIR - seguirà l’intervento del porporato sul sagrato davanti al monumento dedicato a Paolo VI. Domani, poi, alle ore 11 e sempre presso il santuario presiederà la Messa il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i Vescovi. Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano dal 1954 al 1963, si recò 13 volte nel santuario mariano del Sacro Monte di Varese per pregare e meditare. (A.L.)

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    Nasce il “Centro Chiara Lubich” per la rivoluzione evangelica nel mondo

    ◊   “Mantener viva la rivoluzione evangelica nel mondo” per “rispondere alle attese della Chiesa e dell’umanità”. E’ l’impegno assunto dall’Assemblea generale del Movimento dei Focolari, in piena adesione con la neo-presidente Maria Emmaus Voce, a conclusione di un intenso mese di lavori. Un cammino incoraggiato dal Papa che, domenica scorsa a Castelgandolfo, ha esortato i delegati dell’Assemblea a proseguire nel solco dell’eredità spirituale di Chiara Lubich incrementando “sempre più i rapporti di comunione in ogni ambito della società”. Tra i primi punti in programma per il prossimo futuro la nascita del “Centro Chiara Lubich” con lo scopo di conservare e mettere a disposizione il ricco patrimonio di documenti, lettere, registrazioni che Chiara ha lasciato. In quanto agli eventi in calendario un Convegno internazionale di dialogo islamo-cristiano, il prossimo ottobre, il proseguimento dell’impegno di collaborazione tra movimenti e Chiese per ridare all’Europa un’anima cristiana e favorire l’unità. Inoltre nel 2010 il “Progetto città” un appuntamento che collegherà molte città del mondo. Già nei primi scritti di Chiara si intravedeva il sogno di far della città un modello di fraternità da estendere alle nazioni e poi al mondo.(A.M.)

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    Migliaia di persone a rischio fame per le inondazioni in Africa occidentale

    ◊   Sono più di 50 mila le persone colpite dalle inondazioni che hanno interessato diversi Paesi dell'Africa occidentale. In Togo sono almeno 10 mila gli sfollati. Le forti piogge hanno distrutto o reso impraticabili diversi ponti, bloccando il traffico commerciale tra il Togo e il Burkina Faso. In Mauritania circa 4.600 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case a causa dell'innalzamento del livello delle acque del fiume Senegal. In Mali, poi, le forti piogge hanno provocato la morte di 6 persone. Si teme che la distruzione dei campi e dei raccolti, oltre che delle vie di comunicazione, provochi un ulteriore aumento dei prezzi degli alimenti, gettando sul lastrico intere popolazioni dell'area. Le inondazioni degli anni scorsi e i rincari dei prodotti agricoli e petroliferi sui mercati internazionali – ricorda l’agenzia Fides - avevano già creato un'emergenza alimentare. La situazione più critica si registra nei Paesi che sono privi di un accesso al mare: Burkina Faso, Niger, Mali e Ciad devono far fronte, infatti, a costi di trasporto più elevati per importare il cibo. Per evitare in futuro che si ripetano emergenze simili, occorre - dicono gli esperti - investire nell'agricoltura locale e potenziare le infrastrutture dei trasporti nell'intera area. (A.L.)

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    Missione del CEC per monitorare il rispetto dei diritti umani degli indigeni in Papua occidentale

    ◊   Il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), tra il 18 e il 24 luglio, ha inviato in Papua occidentale una commissione di sei esperti, denominato “living letters”, per effettuare un’indagine sul campo in merito alle reali condizioni in cui versano le popolazioni indigene, spesso ferite nei loro diritti umani ed emarginate nei propri territori d’origine da una sempre crescente immigrazione da altre zone dell’Indonesia. Il problema della marginalizzazione di queste popolazioni ha radici lontane nel tempo, come riferisce l’Osservatore Romano: ebbe origine tra il 1965 e il 1998, sotto la dittatura del presidente Suharto, durante la quale il ricollocamento delle popolazioni più povere veniva effettuato con l’obiettivo di sedare eventuali spinte indipendentiste della regione. I sei esperti inviati agiscono in nome delle Chiese cristiane aderenti al CEC, che si occupa di visitare i punti più caldi del pianeta in fatto di diritti umani e libertà religiosa, per poi dare un contributo su questi temi alla prossima Assemblea ecumenica internazionale per la pace che si svolgerà nel 2011. Il 24 luglio scorso, il gruppo living letters ha incontrato a Giacarta il ministro indonesiano del Welfare, Aburuzal Bakie cui ha mostrato i risultati dell’indagine: “L’Indonesia , in conseguenza della progressiva democratizzazione e riforma del suo sistema, liberalizza la possibilità di trasferimento da altre province dei suoi cittadini verso i nuovi territori della Papua occidentale – ha detto James Haire, uno dei sei membri del gruppo, esperto di teologia e aderente alla “Uniting Church” d’Australia – ma, così facendo, marginalizza ancora di più le popolazioni indigene locali”. In realtà, recentemente, un rappresentante del governo indonesiano, Andri Hadi, che ricopre la carica di viceministro degli Esteri, ha espresso il suo rincrescimento per gli errori commessi dai precedenti governi nei confronti delle popolazioni indigene. Oggi la popolazione di questo nuovo territorio dello Stato indonesiano conta 2,5 milioni di abitanti di cui soltanto 1,4 di discendenza locale. La maggioranza della popolazione originaria è cristiana e appartenente alla riformata Chiesa cristiana della Papua occidentale o alla Chiesa cristiana indonesiana aderente al CEC. I fedeli della locale Chiesa cristiana non hanno ancora superato i traumi delle tante violazioni di diritti umani che hanno subito e che sono state denunciate nel marzo scorso in occasione della riunione a Ginevra del Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite. (R.B.)

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    Sri Lanka: attesa per il ritorno della statua della Madonna a Nostra Signora di Madhu, in occasione dell’Assunta

    ◊   C’è grande fermento e attesa tra i cingalesi, cattolici e non, per il possibile ritorno della statua di Nostra Signora di Madhu nella chiesa a lei dedicata. L’effigie era stata spostata nella chiesa di Thevanpitti agli inizi di aprile da mons. Rayappu Joseph, vescovo della diocesi di Mannar, a causa del moltiplicarsi nella zona di scontri fra esercito e ribelli. Verso il santuario di Madhu, a nord di Colombo, capitale dello Sri Lanka, da 400 anni il 15 agosto in occasione dell’Assunta, si svolge un pellegrinaggio nazionale cui, nel 2005, hanno preso parte circa 400mila persone, anche indù e buddisti. Jayalath Jayawardane, cattolico e leader dell’opposizione, ha spiegato ad AsiaNews che il vescovo, che si è rivolto ad alcuni esponenti del governo, aspetta ancora la conferma che l’esercito sia in grado di garantire la sicurezza durante le celebrazioni dell’Assunta, che durano dieci giorni e cui partecipano migliaia di fedeli. (R.B.)

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    Madagascar: l’attività dei vincenziani in favore dei più poveri

    ◊   In un’intervista al periodico “Informazione Vincenziana”, riportata dall’agenzia Fides, si racconta l’esperienza vissuta da una piccola comunità di volontari e religiose vincenziane ad Andemaka, nel sud del Madagascar. Nel Paese, che conta circa 3 mila anbitanti, c’è una scuola cattolica gestita dalla parrocchia, le suore e i volontari prestano il loro servizio preparando il pranzo per i bambini poveri mentre per quelli portatori di handicap è assicurata l’assistenza. Spesso i piccoli vengono recuperati in stato d’abbandono e in piena indigenza nelle abitazioni della savana. I vincenziani lavorano anche nel campo della formazione della donna insegnando come tenere pulita la casa e accudire i figli. In estate è attivo il “Campo Missione”, una sorta di missione popolare nei villaggi dove manca il sacerdote residente. I volontari visitano le famiglie, curano i malati, organizzano la preghiera quotidiana e la catechesi. Inoltre durante la giornata tengono dei corsi professionali, come il corso di cucito per le donne. (B.C.)

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    In Etiopia sono terminati i lavori per la ricollocazione dell’obelisco di Axum

    ◊   Si sono conclusi due giorni fa i lavori di ricomposizione e collocazione dell’obelisco di Axum, in Etiopia, con la reinstallazione della terza ed ultima porzione di stele. L’Istituto Centrale per il Restauro, come da accordi con il governo etiope e italiano, provvederà agli ultimi ritocchi di pulitura dopo la cerimonia del 4 settembre ad Axum, giorno in cui sarà celebrato il ritorno dell’obelisco nell’antica città santa dell’Etiopia. Per ricollocare la stele è stato costruito un castello di acciaio alto 30 metri sulla cui sommità si muove un carroponte. Un’operazione estremamente delicata perché i blocchi, divisi precedentemente in tre parti, non erano combacianti tra loro per i danni subiti nel passato.(B.C.)

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    Piccola ma significativa la presenza della stampa cattolica alla Fiera del Libro di Hong Kong

    ◊   Si è respirato un clima di fiducia tra gli editori della stampa cattolica presenti alla Fiera del Libro di Hong Kong che si è chiusa il 29 luglio scorso. Una rassegna inaugurata, lo scorso 23 luglio, dal vescovo ausiliare di Hong Kong, mons. John Tong Hon, che negli spazi degli editori cattolici ha guidato una breve preghiera. Alla Fiera hanno partecipato solo in 11: una piccola presenza rispetto ai 480 partecipanti alla rassegna che si occupa in prevalenza di stampa più diffusa, in particolare di fumetti. “Il ruolo del libro come mezzo di evangelizzazione ha ancora un lungo avvenire” ha detto Angela Cheng Wingyee, coordinatrice degli editori cattolici. Come riporta l’Osservatore Romano, la signora ha indicato dei punti per rafforzare e incrementare le vendite della stampa cattolica: una maggiore vastità di temi proposti e l’aumento delle traduzioni in cinese di opere a contenuto cattolico. Tra gli elementi che impediscono ai libri cattolici una maggiore diffusione, infatti, ci sono gli alti costi di stampa, di traduzione e di copyright. Pertanto la signora Cheng auspica un maggior impegno dei laici a produrre opere originali come ad esempio pubblicazioni che approfondiscano esperienze propriamente spirituali. Secondo alcuni editori bisogna guardare anche alla concorrenza di altri media in particolare internet che pesano in modo negativo sulla diffusione del libro. (B.C.)

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    24 Ore nel Mondo



    E' attesa per oggi la risposta dell’Iran all'offerta del "Gruppo 5+1" per lo stop al programma nucleare

    ◊   E' attesa per oggi la risposta dell’Iran all'offerta di cooperazione presentata, lo scorso 19 luglio, dai negoziatori per il nucleare - il cosiddetto "Gruppo dei 5+1" - in cambio dello stop al programma nucleare di Teheran. Se le autorità della Repubblica islamica dovessero tardare a pronunciarsi, gli Stati Uniti hanno già minacciato nuove sanzioni. Intanto, oggi a Teheran arriverà in visita il presidente siriano, Bachar al-Assad, per colloqui con l’omologo Ahmadinejad. Proprio la crisi sul nucleare sarà al centro dei colloqui. Per il punto della situazione, il servizio di Marco Guerra:

    Scadono oggi i 15 giorni di tempo concessi all’Iran dal "Gruppo del 5+1" per formulare una risposta al pacchetto di incentivi presentati il 19 luglio scorso a Ginevra in cambio dello stop al suo programma nucleare. Al momento, però, tutto lascia pensare che le autorità di Teheran ritarderanno a pronunciarsi. Un certo margine sarà tollerato dall'Unione Europea, che secondo fonti vicine a Bruxelles, si aspetta una risposta entro la prossima settimana. Il ministro degli Esteri tedesco, Steinmeier, dalle colonne di "Der Spiegel", ha comunque invitato l'Iran a smettere di prendere tempo. Non sono disposti a fornire proroghe gli Stati Uniti che invece pretendono chiarimenti per domani. La Casa Bianca ha inoltre avvertito che una risposta negativa esporrebbe Teheran a nuove sanzioni. Immediata la replica del presidente iraniano Ahmadinejad che ha minacciato il ricorso alla forza pur di salvaguardare il programma nucleare. Ad alzare il livello della tensione ha contribuito anche la decisione dell’AIEA di dare il via libera all'accordo USA-India di cooperazione sul nucleare. L’Iran ha accusato l’agenzia ONU di usare due pesi e due misure. Intanto, oggi a Teheran, Ahmadinejad incontrerà il presidente siriano al-Assad che, su richiesta del presidente francese Sarkozy, cercherà di mediare proprio sulla questione della crisi nucleare.

     
    Afghanistan
    Ennesima giornata di violenze in Afghanistan. Un attentatore suicida si è fatto saltare nella provincia occidentale afghana di Nimroz, uccidendo tre civili, tra cui due bambini, e ferendone altri cinque. L’attacco viene all’indomani di una delle giornate più violente degli ultimi tempi. Ieri, in diversi episodi nell'est del Paese hanno, infatti, perso la vita cinque soldati della NATO, un civile e cinque poliziotti afghani. Sempre nell’est, ieri è stato rapito il governatore del distretto di Marawara, Abdul Ghayas Haqmal, che aveva recentemente opposto resistenza a un attacco dei miliziani integralisti. L’impennata dell’attività della guerriglia talebana viene confermata dagli ultimi bilanci ufficiali: il mese di luglio, con 260 vittime civili, è stato il più sanguinoso dal rovesciamento del regime degli "studenti coranici", avvenuta nel 2001.

    Himalaya
    Si è di nuovo trasformata in tragedia una spedizione di alpinisti europei sulle montagne dell’Himalaya: 2 scalatori sono morti e 7 risultano dispersi nel tentativo di scalare il tratto finale del K2, la seconda vetta più alta del mondo. Tra le vittime figura anche il capospedizione, l'olandese Van Rooijen, di cui si sono perse le tracce. A darne notizia è stato, Marco Confortola, membro italiano della spedizione, l’unico che è riuscito a tornare al campo base.

    Medio Oriente
    Cinque palestinesi sono rimasti uccisi e altri 18 feriti nel crollo di un tunnel scavato sotto il confine tra l'Egitto e la Striscia di Gaza, all'altezza di Rafah. Lo ha reso noto il direttore generale dei servizi di soccorso della zona, Mohahya Hassin, secondo il quale la causa dell'incidente potrebbe essere stata un’esplosione di gas. Israele ha più volte denunciato il fatto che gli estremisti palestinesi si servono delle gallerie sotterranee tra Egitto e la Striscia per contrabbandare armi.

    Italia: strage di Bologna
    L’Italia ricorda oggi le vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto di 28 anni fa. "Occorre coltivare un dovere della memoria" e utilizzarlo per difendere i "valori di democrazia, libertà e giustizia": questo il monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio all’associazione dei parenti delle vittime. Nonostante siano rientrate le polemiche di ieri per l'assenza del Guardasigilli, Alfano, la ricorrenza nel capoluogo emiliano si è aperta in un clima di contestazione nei confronti del rappresentante del governo, Rotondi, e del sindaco Cofferati.

    Italia: politica
    Ieri, il Senato ha approvato il decreto sulla manovra economica, concedendo la fiducia al governo. Ora il testo passa alla Camera, dove il definitivo è atteso per martedì prossimo. Intanto, l’esecutivo aspetta il giudizio dell’Unione Europea sui provvedimenti in materia di immigrazione. Ce ne parla Giampiero Guadagni:

    Diritto d’asilo, ricongiungimenti familiari e libera circolazione dei cittadini comunitari in Italia. Il governo pone nuovi paletti in materia di immigrazione. Ma sospende la presentazione in parlamento dei tre decreti legislativi proposti dal ministro dell’Interno Maroni. E, d’accordo con l’opposizione, invia i provvedimenti al giudizio preventivo dell’Unione Europea. Una procedura anomala, ma che dimostra la volontà di Roma di superare le recenti polemiche con Bruxelles sul censimento avviato nei campi nomadi. Un altro segnale importante è arrivato nei giorni scorsi quando la Camera all’unanimità ha dato il via libera definitivo alla ratifica del Trattato europeo di Lisbona. Un voto particolarmente apprezzato dal Capo dello Stato Napolitano, che insiste sulla necessità di non interrompere la faticosa strada del dialogo tra maggioranza e opposizione. Ma Berlusconi e Veltroni, anche ieri, si sono rivolti l’accusa reciproca di non voler davvero il confronto sulle riforme. Ieri, il Quirinale è anche intervenuto sulla legge finanziaria, chiedendo il rispetto dei tempi e delle regole. Un freno, dunque, rispetto all’ipotesi di approvarla prima dell’estate. La manovra, dopo aver superato anche ricorrendo alla fiducia l’esame del Senato, è tornata alla Camera per il voto definitivo, atteso per martedì. Complessivamente, il provvedimento contiene misure per 36 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Tra le novità principali: la Robin Tax, la tassa sui superprofitti di petrolieri, banche e assicurazioni; l’introduzione della social card per i cittadini meno abbienti e la riduzione di spesa per i ministeri. Ma ci sono anche tagli alla cooperazione, per complessivi 170 milioni di euro, tagli stigmatizzati da esponenti del volontariato cattolico, in particolare da Sergio Marelli, presidente dell’associazione delle organizzazioni non governative italiane.

     
    Islanda
    Il presidente Olafur Ragnar Grimsson ha ufficialmente cominciato il suo quarto mandato di quattro anni alla guida dell’ Islanda. In carica dal 1996, Grimsson è stato automaticamente confermato lo scorso 28 giugno, giorno in cui si sarebbero dovute tenere le presidenziali poi saltate per assenza di altri candidati. Nel caso specifico la riconferma è prevista dalla costituzione islandese. (Panoramica internazionale a cura Marco Guerra)

     Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LII no. 215

     
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